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Chiesa di S. Anna dei Lombardi a Napoli

Gli interventi di restauro nel Complesso napoletano di Monteoliveto hanno costituito la naturale evoluzione della vasta campagna di studi e documentazione svolta a partire dal 1991 - nel quadro di una Convenzione tra l'allora Soprintendenza Generale per gli Interventi post-sismici in Campania ed in Basilicata (oggi soppressa) ed il Dipartimento di Rappresentazione e Rilievo dell'Università Sapienza di Roma. Gli esiti di quegli studi - finalizzati alla realizzazione di un Sistema Informativo per il Rilievo e il Progetto di Architettura - che hanno costituito un vasto campo di sperimentazione delle tecniche mensorie e di elaborazione allora più avanzate, sono stati pubblicati in Cundari C. (a cura di), Il complesso di Monteoliveto a Napoli. Analisi. Rilievi. Documenti. Informatizzazione degli archivi. Roma, Gangemi editore, 1999, ISBN 8874489153.   In conseguenza di quegli studi - che hanno interessato sia la Chiesa, intitolata a S. Anna dei Lombardi, che l'antico Monastero, oggi sede della Caserma Pastrengo ovvero del Comando Provinciale dei Carabinieri - Cesare Cundari è stato incaricato (con il prof. Arnaldo Venditti e con la consulenza del prof. Elio Giangreco e dell'ing. Michele Ferretti) della progettazione e della direzione dei lavori di vasti interventi di restauro (promossi dal Ministero per i Beni culturali) nell'una e nell'altra. Gli interventi, avviati nel 1996, sono stati completati nel 2008. una ricognizione critica degli interventi effettuati è nel volume curato da C. Cundari  e A. Venditti, Il Complesso napoletano di Monteoliveto. Restauri dal 1996 al 2008, Roma, Aracne, 2010, ISBN 9788854833357,  ristampato da Ermes Edizioni scientifiche, 2015, ISBN 9788869759571.                    
Per quanto riguarda la Chiesa gli interventi sono stati rivolti principalmente ai seguenti temi:    A) il restauro dell’antico Refettorio affrescato dal Vasari,   B) la ricostruzione del cassettonato della navata della Chiesa distrutto dai bombardamenti durante il secondo conflitto mondiale,   C) il restauro delle cappelle cinquecentesche,   D) il rifacimento a norma della parte impiantistica.     Gli aspetti peculiari dei predetti interventi sono stati:   a) per il Refettorio del Vasari:   - il rifacimento della pavimentazione realizzata sulla base di una ricerca su elementi superstiti della precedente e previo lo sbarramento dell’umidità di risalita dell’intera superficie di calpestio   - la realizzazione di una armadiatura lignea che corre al di sotto della ricca teoria di tarsie lignee che contiene anche un sistema di illuminazione originale delle stesse realizzato in fibra ottica.   b) per la Chiesa   - il rifacimento del cassettonato sulla base del disegno essenziale del preesistente. Contemporaneamente è stato prevista la praticabilità dall’alto del sottotetto mediante la realizzazione di passerelle metalliche.   c) per le Cappelle cinquecentesche   - il restauro artistico delle opere marmoree (monumenti e commessi pavimentali) e pittoriche presenti nelle cappelle rinascimentali Piccolomini e la Mastrogiudice che con la Tolosa costituiscono la principale testimonianza dell’influenza toscana nell’architettura cinquecentesca a Napoli.   Per quanto riguarda la Caserma Pastrengo, gli interventi sono stati finalizzati alla liberazione dei percorsi claustrali che circondano il Chiostro del Pozzo nonché alla rifunzionalizzazione delle parti dell'edificio adiacenti mediante gli opportuni interventi di demolizione delle murature che occludevano le antiche arcate nonché quelli necessari sotto l'aspetto strutturale ed impiantistico.